Movida, un’altra aggressione per il cellulare

Peggiora sensibilmente la sicurezza in tutta l’area mentre il tratto finale di San Bernardo sta diventando il “regno” di un gruppo di giovanissimi stranieri ubriachi

Questa volta è stato il turno di studente spagnolo di 22 anni che sta facendo l’Erasmus a Genova. Certo, è stato ingenuo, ma non è un caso che sia successo, ieri sera, nella zona della movida dove un altra persona due settimane fa è stata picchiata selvaggiamente sempre perché aveva reagito al furto del cellulare.
Il ragazzo spagnolo si trovava, ieri notte, in via Giustiniani, nel centro storico. La serata non era particolarmente frizzante, anzi, a causa della pioggia in giro c’era pochissima gente. A lui si è avvicinato un uomo che ha chiesto di poter fare una telefonata, ma invece di chiamare è scappato con il telefonino. Il ragazzo gli è corso dietro e il rapinatore, per difendere la sua preda, lo ha picchiato selvaggiamente. Qualcuno ha chiamato la polizia che, per fortuna, è intervenuta e, dopo un breve inseguimento, ha arrestato il rapinatore violento, un ecuadoriano trentanovenne.
Ieri sera la percezione di insicurezza nella zona della movida era fortissima. Già alle 19 c’era chi, appena ottenuta una dose da uno spacciatore, si era rifugiato nel primo posto appartato, archivolto Leccavela, che dà su salita Santa Maria di Castello, a due passi dal mercato del pesce.

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Questo è quello che, si trovava stamane sotto il voltino, insieme a una bottiglia da 66 cl di birra, ovviamente vuota.

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Intanto, ieri sera, il gruppo di giovanissimi stranieri che sta prendendo possesso della parte bassa di via San Bernardo e che da qualche settimana beve (alcol in bottiglia di vetro acquistato da un piccolissimo market gestito da bengalesi), fuma (non solo sigarette) e dà origine a risse ha dato il meglio di spaccando una delle bottiglie vuote nel corso di una rissa. I passanti hanno temuto che chi brandiva il coccio di vetro volesse usarlo ma, per fortuna, questa volta, si è trattato solo di una minaccia. Residenti e commercianti, ormai, hanno paura.

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